Decreto Omnibus – novità in materia di Golden Power

Sottotitolo

a cura di Francesca Tanzi Marlotti

Convertito in legge il decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104, recante disposizioni urgenti a tutela degli utenti, in materia di attività economiche e finanziarie e investimenti strategici (il “Decreto Omnibus”), il quale amplia i poteri speciali del Governo alle operazioni infragruppo.

Novità introdotte con il Decreto Omnibus

In data 9 ottobre 2023 è stato convertito in legge il Decreto Omnibus il quale ha, inter alia, rafforzato i poteri speciali del governo in materia di Golden Power, con possibilità per lo stesso di intervenire anche all’interno del medesimo gruppo, ferma restando la verifica in ordine alla sussistenza dei presupposti per l’esercizio dei poteri speciali, nell’ipotesi di atti, operazioni e delibere aventi ad oggetto diritti di proprietà intellettuale afferenti all’intelligenza artificiale, alla produzione di semiconduttori, alla cybersicurezza, alle tecnologie aerospaziali, di stoccaggio dell’energia, quantistica e nucleare o di produzione alimentare, che riguardano uno o più soggetti esterni all’Unione Europea.

Ma cosa s’intende per Golden Power?

Per golden power si intendono gli speciali poteri attribuiti al Governo,

  1. di opporsi o di dettare specifiche condizioni all’acquisito di partecipazioni; nonché
  2. di porre il veto o di dettare specifiche condizioni e prescrizioni all’adozione di determinate delibere societarie, atti e operazioni,

allo scopo di salvaguardare (i) gli assetti proprietari delle società operanti in settori reputati strategici e di interesse nazionale e (ii) la titolarità e la disponibilità degli assets detenuti da tali società.

Tali poteri sono disciplinati, in via prevalente, dal decreto-legge del 15/03/2012 n. 21 (la “Normativa Golden Power”), il quale, anche mediante il rinvio a fonti di normazione secondaria, definisce l’ambito oggettivo e soggettivo, l’estensione, le condizioni e le procedure di esercizio da parte dello Governo dei suddetti poteri speciali in caso di acquisti di partecipazioni in società che svolgono attività di rilevanza strategica o di operazioni societarie che coinvolgono tali società (ad esempio, fusioni o scissioni), che incidano sul controllo o sulla disponibilità degli attivi strategici e che comportino una minaccia di grave pregiudizio o di pericolo per la sicurezza nazionale o per l’ordine pubblico. Tra i settori considerati strategici rientrano quelli della difesa e sicurezza nazionale; i servizi di comunicazione elettronica a banda larga con tecnologia 5G; l’energia, trasporti e comunicazioni, inclusi i settori individuati dal Regolamento (UE) 2019/452 in materia di controllo degli investimenti esteri diretti nell’Unione europea.

Procedimento

In caso di operazioni rilevanti, come identificate dalla Normativa Golden Power, sussiste da parte della società un obbligo di notifica alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (da attuarsi mediante trasmissione di una informativa completa sulla delibera, sull’atto o sull’operazione da adottareil cui termine varia a seconda del settore strategico, ovvero del tipo di atto o di operazione), in seguito alla quale, entro il termine di 45 giorni, il Governo può deliberare l’adozione delle misure previste, salvo eventuali richieste di integrazioni alla parte notificante.

Implicazioni del nuovo intervento legislativo

L’intervento legislativo de quo ha esteso l’ambito applicativo della Normativa Golden Power anche alle operazioni condotte all’interno di uno stesso gruppo societario, al ricorrere di due requisiti: in primo luogo, tali operazioni devono coinvolgere soggetti esterni all’Unione europea; in secondo luogo, devono riguardare i settori strategici individuati dalla norma.

Prima dell’integrazione effettuata dal Decreto Omnibus, le operazioni infragruppo erano oggetto di un’apposita eccezione rispetto all’esercizio dei poteri speciali da parte del Governo, pur restando fermo l’obbligo di notifica; il Governo poteva infatti esercitare i poteri solamente nell’ipotesi in cui suddette operazioni configurassero una “minaccia di un grave pregiudizio per gli interessi pubblici relativi alla sicurezza e allo funzionamento delle reti e degli impianti e alla continuità degli approvvigionamenti ovvero di un pericolo per la sicurezza e l’ordine pubblico”.